Il 24 febbraio 1992 nasceva ufficialmente il Servizio Nazionale della Protezione Civile. Per celebrale il suo 24esimo anniversario vi narriamo, in breve, la storia della Protezione Civile Italiana.

Nel 1981 il regolamento d’esecuzione della Legge n. 996 del 1970 individua per la prima volta gli organi ordinari – Ministro dell’Interno, Prefetto, Commissario di Governo nella Regione, Sindaco – e straordinari di protezione civile, il Commissario straordinario, e ne disciplina le rispettive competenze. La protezione civile viene definita compito primario dello Stato. Si comincia a parlare di prevenzione degli eventi calamitosi, attraverso l’individuazione e lo studio delle loro cause. Sono gli organi statali – Prefetto e Commissario di governo – a svolgere il ruolo più importante nella gestione dell’emergenza.

Nel 1982, con la legge n. 938 del 1982, viene formalizzata la figura del Ministro per il Coordinamento della Protezione Civile, una sorta di “commissario permanente” pronto a intervenire in caso di emergenza. Si evita così di individuare ogni volta un commissario e creare ex novo la macchina organizzativa. Il Ministro per il Coordinamento della Protezione Civile si avvale del Dipartimento della Protezione Civile, istituito sempre nel 1982 nell’ambito della Presidenza del Consiglio dei Ministri (Ordine di Servizio del 29 aprile). Invece di prevedere un apposito ministero, con una struttura burocratica e di pari livello degli altri ministeri, si sceglie di creare un organismo snello, sovra-ministeriale, capace di coordinare tutte le forze di cui il Paese può disporre.

L’interesse della protezione civile comincia a muoversi ormai lungo quattro direttrici principali: previsione, prevenzione, soccorso, ripristino della normalità. La svolta arriva con la Legge n. 225 del 24 febbraio 1992 e la nascita del Servizio Nazionale della Protezione Civile, con il compito di tutelare le persone, i beni e l’ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da calamità naturali, da catastrofi e altri eventi calamitosi. La struttura di protezione civile viene riorganizzata profondamente come un sistema coordinato di competenze al quale concorrono le amministrazioni dello Stato, le Regioni, le Province, i Comuni e gli altri enti locali, gli enti pubblici, la comunità scientifica, il volontariato e ogni altra istituzione anche privata. Il Sindaco è individuato autorità di protezione civile sia per la prevenzione che in emergenza.

Tutto il sistema di protezione civile si basa sul principio di sussidiarietà. La prima risposta è garantita a livello locale, a partire dalla struttura comunale, l’istituzione più vicina al cittadino.
Quando un evento non può essere fronteggiato con i mezzi a disposizione del comune, si mobilitano gli altri livelli attraverso un’azione integrata: la Provincia, la Prefettura, la Regione, lo Stato.
Questo complesso sistema di competenze trova il suo punto di collegamento nelle funzioni di impulso e coordinamento affidate al Presidente del Consiglio dei Ministri, che si avvale del Dipartimento della Protezione Civile.

Il modello organizzativo, anticipato nella legge n. 225 del 1992, ha trovato piena realizzazione nel decreto legislativo n. 112 del 1998 – attuativo della legge Bassanini – che ha ridefinito le competenze delle amministrazioni centrali e periferiche in materia di protezione civile. Questo percorso si chiude con la riforma del Titolo V della Costituzione (Legge costituzionale n. 3 del 2001), che inserisce la protezione civile tra le materie a legislazione concorrente, e quindi, di competenza regionale.

Fonte: www.protezionecivile.gov.it


BUON COMPLEANNO PROTEZIONE CIVILE!