La maggioranza e il Quorum dell’Assemblea

 

Articolo di Valeria Zeppilli - studiocataldi.it

 

Cos’è la maggioranza

Preliminarmente va chiarito cosa si intende per maggioranza: si tratta di un principio in base al quale quando un gruppo deve prendere una decisione, tra le diverse opzioni prevale quella che ha raccolto più consensi rispetto alle altre.

Si tratta di una caratteristica dei sistemi democratici ed è utilizzata per determinare le decisioni di collettività di varia natura (corpo elettorale, condomini, società, associazioni, organi di enti pubblici, etc.).

Come si calcola la maggioranza assoluta

La maggioranza assoluta, che è una delle estrinsecazioni del principio di maggioranza, si ha quando non è sufficiente che una certa opzione riceva un numero maggiore di voti rispetto alle altre, ma è necessario che si raggiunga un numero di voti pari almeno alla metà più uno degli aventi diritto.

Maggioranza assoluta: esempio

Per comprendere meglio quando si raggiunge la maggioranza assoluta, facciamo l’esempio della Camera dei deputati, che è composta da 630 membri.

Una decisione della Camera per la quale è richiesta la maggioranza assoluta deve essere presa con un numero di voti pari almeno a 316 (315+1).

Le altre tipologie di maggioranza

Le altre tipologie di maggioranza sono rappresentate dalle seguenti:

  • maggioranza semplice, che si ha quando una certa opzione riceve un numero di voti superiore alla metà dei voti espressi;
  • maggioranza relativa, che si ha quando una certa opzione ottiene un numero di voti superiore a quelli ottenuti da ciascuna delle altre opzioni ma inferiore alla somma dei voti ricevuti da tutte le altre opzioni (ad esempio, se un collegio è composto da 15 persone e l’opzione A riceve 6 voti, l’opzione B riceve 5 voti e l’opzione C riceve 4 voti, A avrà conseguito la maggioranza relativa, perché i 6 voti ricevuti sono più dei 5 e dei 4 voti ricevuti rispettivamente da B e C, ma meno dei 9 voti (5+4) ricevuti da B e C complessivamente);
  • maggioranza qualificata, che si ha quando una certa opzione ottiene un numero di voti pari o superiore a un determinato quorum (ad esempio, i 2/3, i 3/4 o i 4/5 dei votanti o degli aventi diritto al voto);
  • unanimità, che si ha quando una certa opzione ottiene un numero di voti pari al numero totale dei votanti o degli aventi diritto al voto.

 

Quorum

Il termine quorum indica il numero di partecipanti o elettori necessario affinché una votazione sia valida. Il termine è mutuato dal latino quorum (dei quali), sottintendendo la frase suffissale è necessaria la presenza o il voto.

Nell’uso del termine in materia deliberativa o elettorale, possiamo distinguere due principali tipologie di quorum, in conformità alle accezioni generalmente attribuitegli, così come desunto dalla corrente giurisprudenza:

  • Il quorum strutturale o costitutivo indica il numero o la percentuale minimi di aventi diritto che debbono essere presenti a una riunione o partecipare a una votazione, affinché sia ritenuta valida e possa avere gli effetti proposti. Corrisponde, in sostanza, al numero legale.
  • Il quorum funzionale o deliberativo indica il numero o la percentuale di voti a favore minimi da ottenersi perché un candidato possa essere eletto o una proposta possa essere approvata.
  • Il quorum per opzione (per-option quorum) è una modalità alternativa di quorum che invece di porre un vincolo sul numero minimo di votanti complessivi, lo pone sul numero di votanti di almeno una delle due opzioni (favorevoli o contrari).

Ad esempio una possibile applicazione potrebbe richiedere che almeno il 25% più uno degli aventi diritto voti  o che almeno il 25% più uno degli aventi diritto voti no. È da notare che anche nel caso del quorum classico, la votazione potrebbe passare con solamente il 25%+1 di voti , se un ulteriore 25% di persone votasse no; in questo caso è infatti palese la stranezza di un sistema che approva un giudizio anche se ci sono più voti contrari a esso.

Il vantaggio principale del quorum per opzione è che risolve il problema del boicottaggio del quorum e che incentiva a partecipare alla votazione i votanti che hanno un’opinione chiara in favore o a sfavore della questione oggetto di voto.

 

Esempi di Quorum e Maggioranze applicate:

Associazione (OdV), approvazione Statuto:

  • Quorum strutturale (Costitutivo), ovvero presenza del 3/4 degli iscritti per la validità della seduta;
  • Maggioranza semplice, ovvero favorevole del 50%+1 dei presenti.

Associazione (OdV), scioglimento associazione:

  • Quorum funzionale (deliberativo), che implica il raggiungimento del Quorum costitutivo, con il quale è richiesta la presenza (oltre che al voto favorevole) dei 3/4 degli iscritti;
  • Maggioranza qualificata, ovvero il parere favorevole dei 3/4 degli iscritti.

 

La maggioranza e il Quorum dell’Assemblea
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