Riportiamo in sintesi e, speriamo, nella maniera più accurata possibile, i principali interventi della trasmissione “In onda” di LA 7 dello scorso 29 agosto, che ha visto come ospiti Guido Bertolaso, ex n.1 della Protezione Civile italiana, Fabrizio Gatti, giornalista de l’Espresso, e Paola Di Micheli, sottosegretario all’economia.

La trasmissione, condotta da Tommaso Labbate e David Parenzo, si apre con Bertolaso che si complimenta con il governo per l’ottimo lavoro svolto su questa calamità, vantando il sistema dei soccorsi della Protezione Civile come una delle poche “macchine funzionanti” della nostra Italia.

Continua affermando che, per la nostra nazione, la messa in sicurezza delle costruzioni deve essere una assoluta priorità. È una cosa raccapricciante vedere 3 bellissimi comuni completamente distrutti, distanti appena 50 Km in linea d’aria da Roma, città che vorrebbe ospitare le Olimpiadi tra 8 anni.

Interviene poi Gatti accusando Bertolaso di aver sistemato persone vicino a lui, tramite assunzioni ad personam, e di aver trasformato la Protezione Civile in una macchina per organizzare eventi (mondiali ciclismo a Varese e di nuoto a Roma). Sprecando 10 anni di pace, in quando non ci sono stati particolari interventi, anziché dedicarsi alla prevenzione (10 anni intende dal 2001 al 2011, anni in cui Bertolaso fu il capo della Protezione Civile).

Bertolaso, in risposta a queste accuse, afferma che nel 2002 ci fu il terremoto a San Giuliano di Puglia, poi ci fu un maremoto che sconvolse Stromboli, emergenza incendi nel 2005 e nel 2007, diverse alluvioni, il terremoto dell’Aquila ed altri eventi. Non vede 10 anni di pace, ma di guerra. Per il resto delle accuse informa che tutta la documentazione in merito e nelle mani della magistratura che farà il suo corso, e che finora ha assolto molti degli imputati, in quanto i fatti non sussistono.
Per quando riguarda la prevenzione Bertolaso ricorda che fu proprio lui a girare per molti comuni del reatino cercando di far giungere finanziamenti, persi poi per la mancanza di capacità negli uffici competenti.

Al termine dell’intervento di Bertolaso viene mandato in onda un servizio video dove vi è mostrata L’Aquila sette anni dopo il forte sisma. Il centro storico è pieno di cantieri, ci sono ancora lavori di puntellamento.  Gli abitanti del centro storico, dopo il sisma, furono spostati nelle nuove palazzine costruite in periferia, dove però la mancanza di manutenzione le sta deteriorando.

Al rientro il studio Labbate chiede se L’Aquila può essere un modello da seguire.

Gatti ribadisce che il lavoro svolto durante il terremoto dell’Aquila non può essere un giusto modello da seguire. Ricorda che De Bernardinis (ex n.2 della Protezione Civile) è stato condannato in via definitiva a 2 anni per “omicidio colposo e lesioni” per aver falsamente rassicurato la popolazione della città abruzzese in merito alla possibilità di ulteriori rischi dovuti a scosse di maggiore intensità. Infine accusa Bertolaso per aver convocato una riunione della Commissione Grandi Rischi per scopo mediatico.
Una settimana dopo ci fu il grande sisma.

Bertolaso, in risposta a Gatti, ricorda che nel giugno 2012 Giorgio Napolitano (allora Presidente della repubblica) conferì la terza medaglia d’oro al merito civile alla Protezione Civile, guidata da Guido Bertolaso per il “costante ed efficace coordinamento delle componenti e delle strutture operative nonché delle organizzazioni civili, militari e di volontariato del Servizio Nazionale della Protezione Civile, fornendo prova di ammirevole abnegazione nella organizzazione dei soccorsi e nell’assistenza in favore della popolazione colpita e nella successiva opera di ripristino delle normali condizioni di vita, riscuotendo l’unanime riconoscenza della collettività locale e di tutto il Paese e un generale apprezzamento da parte della comunità internazionale.”
Ricorda che la Protezione Civile è l’unica struttura dello Stato, all’infuori delle FF.AA., ad aver ricevuto 3 medaglie d’oro al merito civile (vedi qui le onoreficenze del DPC), onorificenze ricevute proprio durante i “10 anni di pace” citati dallo stesso Gatti. Questo vuol dire che il modello L’Aquila, cosi come il decennio Bertolaso, sono modelli da seguire.
In merito alla questione L’Aquila ricorda che il 31 gennaio 2010 oltre 50.000 persone trovarono alloggio in molte abitazione costruite ad acta e consegnate al Sindaco della città, che approvo il progetto C.A.S.E. (vedi qui il dossier) e suggerì anche la loro collocazione. Firmarono anche un contratto che prevedeva la manutenzione degli edifici a cura della Manutencoop (scelta dal Ministero). Contratto “strappato” dal Sindaco e che vede, quindi, il deterioramento delle palazzine.
Risponde, infine, alle accuse in merito alla Commissione Grandi Rischi.
Il 31 marzo 2009 la regione Abruzzo emanò un comunicato stampa in cui affermava che non ci sarebbero state scosse di terremoto rilevanti (dopo quella del giorno prima di 4.0) in Abruzzo.

Bertolaso chiamò l’Assessore regionale alla protezione Civile per rimproverarlo in merito a questa affermazione, in quando i terremoti non sono prevedibili. Convocò, quindi, la Commissione Grandi Rischi per una pressione mediatica al fine di informare la popolazione. (Vedi qui il verbale della seduta del 31 marzo 2009 della Commissione Grandi Rischi)

La parola passa a Paola Di Micheli che, durante il suo intervento, affronta la questione della ricostruzione in merito al sisma del 2009. Il governo ha stanziato 6 MLD di euro, 1 MLD l’anno, per la ricostruzione delle città abruzzesi.
Informa che ci sono attualmente circa 2000 cantieri aperti, di cui 299 nel centro storico aquilano, e questo fa de L’Aquila in più grande cantiere d’Europa. Afferma che entro il 2020 sarà completata l’85% della ricostruzione.

Al termine dell’intervento della Di Micheli va in onda un servizio sulla sismicità in Italia dove viene detto che in Italia ci sono 15 milioni di abitazioni (ovvero più del 50% del totale nazionale) costruite prima del 1974, anno in cui ci furono le prime normative in materia antisismica, tra queste 2,7 milioni furono erette prima del 1945 e 4 milioni prima del 1920.

Al rientro in studio Bertolaso mostra, dal sul smartphone, la mappa del rischio sismico in Italia (vedi qui la mappa), evidenziando una fascia viola la quale corrisponde alle zone ad alto rischio di terremoti, zone in cui non vi è però nessuna attività di prevenzione.

Gatti accusa la Protezione Civile nazionale, in quanto è compito loro coordinare, sorvegliare e fare da impulso alle regioni per le attività di prevenzione, inoltre informa che, secondo il piano di Protezione Civile comunale di Amatrice, il punto di raccolta degli sfollati in caso di emergenza doveva essere l’Hotel Roma (andato quasi completamente distrutto).

Bertolaso risponde che la Protezione Civile è materia concorrente ai sensi della modifica dell’Art. 5 della Costituzione Italiana, ovvero di competenza regionale. La Protezione Civile nazionale non c’entra niente in quello che sta dicendo Gatti.
La ProCiv nazionale deve garantire un rapido intervento in caso di emergenza nazionale. Può anche chiedere stanziamenti di fondi per la prevenzione, come fece proprio lui (Bertolaso) per 10 anni, ma non gli fu fatto “eco”. Per questo motivo lui rilasciò una pesante dichiarazione dove affermava che “la prevenzione non porta voti”, lanciando una frecciata al mondo della politica.

Gatti ribatte chiedendo a Bertolaso qual è il compito dell’ufficio di Protezione Civile sul rischio sismico e mitigazione dei terremoti?

Bertolaso risponde che è compito di questo ufficio andare in giro a fare verifiche su quello che è il rischio sismico e denunciare le mancanze, ove presenti, alle autorità competenti.
Un esempio è l’ospedale di Agrigento, chiuso su segnalazione dello stesso Bertolaso in quanto non rispettava i criteri antisismici. Insieme alla magistratura e al Ministro Alfano l’ospedale venne messo in regola e riaperto alla popolazione.
Purtroppo molte volte le segnalazioni di questo ufficio vengono ignorate.

La trasmissione si conclude con un ultimo intervento di Bertolaso dove afferma che, secondo lui, l’unico modo di fare prevenzione è che lo Stato debba stanziare 5 MLD di euro l’anno, per 10 anni. Questi fondi non devono essere affidati, nel modo più assoluto, né agli enti (comune, regione, ecc.) né alla Protezione Civile, ma devono essere gestiti da un Commissario Unico, ovvero un tecnico competente, e utilizzati su obiettivi come scuole, ospedali e caserme situate all’interno della “famosa” fascia viola.

 

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