Diga di Occhito, i dati degli ultimi mesi

L’invaso di Occhito è uno dei più grandi bacini artificiali d’Europa, creato dal fiume Fortore, e rappresenta una riserva idrica fondamentale per la Capitanata (provincia di Foggia) e per parte del Molise.

Il Fortore è un fiume che nasce da Monte Altieri (886 m s.l.m., Montefalcone di Val Fortore – BN) e attraversa le province di Benevento, Campobasso e Foggia, per poi sfociare nel Mar Adriatico nel territorio del comune di Serracapriola, a poca distanza dal lago di Lesina. Con una lunghezza di 86 km, il corso d’acqua è sbarrato tra Molise e Puglia da una diga che ha dato origine al lago di Occhito, un ampio invaso artificiale di circa 13 km². Per circa 10 km, il fiume segna inoltre il confine naturale tra le due regioni.

La diga di Occhito costituisce la struttura di contenimento del bacino: misura 432 metri di lunghezza in cresta e ha una capacità complessiva di 333 milioni di metri cubi d’acqua, di cui circa 250 milioni effettivamente utilizzabili.

Il lago e la diga, gestiti dal Consorzio di Bonifica della Capitanata, rappresentano una risorsa strategica per la Daunia e il Gargano, risultando indispensabili per l’irrigazione di una vasta area del Tavoliere.

Dati sulla diga:

  • Anno inizio costruzione: 1957
  • Termine costruzione e inaugurazione: 7 maggio 1966
  • Collaudo ufficiale: novembre 2020 (56 anni dopo) – vedi qui articolo
  • Comune ubicazione: Carlantino (Fg)
  • Tipologia diga: Diga di materiali sciolti con struttura di tenuta interna
  • Capacità totale: 333.000.000 metri cubi (m3)
  • Volume utilizzabile: 250.000.000 m3
  • Volume morto: >40.000.000 m3
  • Volume di laminazione: > 43.000.000 m3
  • Quota di massima regolazione: 195,00 m s.l.m.
  • Quota di massimo invaso: 198,00 m s.l.m.
  • Portata massima scarico di superficie: 2.100 m3/s
  • Portata massima scarico di fondo: 661 m3/s

(1 metro cubo (m3) = 1.000 litri di acqua)

  • Il volume utilizzabile è la reale disponibilità idrica, ovvero la quantità di acqua che può effettivamente essere pescata ed immessa sulla rete idrica per poter giungere agli utilizzatori (uso civile, agricolo ed industriale).
  • Il volume morto è la quantità di acqua che si trova al di sotto delle prese di pescaggio e non può essere utilizzata. In essa si trovano i sedimenti delle acque.
  • Il volume di laminazione è la quantità di acqua massima temporanea che la diga può contenere in seguito ad una piena e che nel frattempo viene immessa nel Fortore evitando così che la piena si riversi completamente sul fiume.

Giornalmente il Consorzio per la Bonifica della Capitanata pubblica sul proprio sito web i dati relativi alla disponibilità idrica relativa agli invasi sotto la propria gestione, ovvero Occhito, Marana Capacciotti, Capaccio sul Celone e San Pietro sull’Osento.

I dati pubblicati riguardano il solo volume di acqua disponibile, senza tenere in considerazione il volume morto, né quello di laminazione. 

I protocolli di sicurezza

Il Piano di Emergenza Dighe (PED) è un documento tecnico-operativo, redatto dalle Regioni in collaborazione con Prefetture e Comuni, volto a gestire i rischi associati a possibili guasti o manovre degli organi di scarico di una grande diga. Il PED definisce allertamento, scenari di rischio e strategie di evacuazione per le zone a valle.

Il PED della diga di Occhito, in vista e/o al raggiungimento di determinati scenari, prevede l’attivazione di 4 fasi:

Pre-Allerta

Il gestore si informa tempestivamente sull’evolversi della situazione idrometeorologica in atto presso le competenti Protezioni civili regionali/CFD. Qualora, sulla base delle informazioni acquisite o ricevute, preveda la prosecuzione o l’intensificazione dell’evento e comunque qualora il livello idrico nell’invaso superi la quota di 195,00 m s.l.m. comunica:

  • l’attivazione della fase di preallerta,
  • il livello di invaso,
  • eventualmente l’ora presumibile dell’apertura degli scarichi (volontaria od automatica)
  • la portata che si prevede di scaricare per evitare o contenere il superamento della quota massima di regolazione (195.00 m s.l.m.) a seguito di ingenti apporti idrici all’invaso.

Vigilanza rafforzata

Il gestore attiva la fase di “vigilanza rafforzata” in occasioni di apporti idrici che facciano temere o presumere il superamento della quota di massimo invaso, pari a 198,00 m s.l.m..

Da questa fase il gestore apre gli scarichi per evitare il raggiungimento della quota massima.

Pericolo

Il gestore attiva la fase di pericolo quando il livello d’acqua nel serbatoio superi la quota di 198,00 m s.l.m., il cui temuto o presunto superamento aveva condotto all’attivazione della fase di “vigilanza rinforzata”.

Collasso

Il gestore dichiara la fase di collasso al manifestarsi di fenomeni di collasso, anche parziali, o comunque alla comparsa di danni all’impianto di ritenuta o di fenomeni franosi che determinino il rilascio incontrollato di acqua o che inducano ragionevolmente ad ipotizzare l’accadimento di un evento catastrofico, con rischio di perdite di vite umane o di ingenti danni.

In ogni fase (pre-allerta, vigilanza rafforzata, pericolo, collasso) il gestore avvisa:

  • la Direzione Generale Dighe (Direzione generale per le dighe e le infrastrutture idriche, sezione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti)
  • Prefettura – UTG Foggia
  • Prefettura – UTG Campobasso
  • Servizio Protezione civile Puglia
  • Servizio Protezione civile Molise 
  • AdBAutorità idrica di bacino competente
  • Sindaci dei comuni pugliesi (Carlantino, Casalnuovo Monterotaro, Casalvecchio di Puglia, Castelnuovo della Daunia, Torremaggiore, San Paolo di Civitate, Serracapriola, Chieuti, Lesina)
  • Sindaci dei comuni molisani (Colletorto, San Giuliano di Puglia, Santa Croce di Magliano).

Quota delle paratoie

La diga di Occhito è dotata di 3 paratoie principali. Queste paratoie sono regolabili (tipicamente tra circa 192 e 195 metri sul livello del mare) e servono per gestire il livello dell’invaso e il deflusso dell’acqua, soprattutto in caso di piena o per esigenze di sicurezza idraulica.

L’altezza delle paratoie varia tra esse in base al periodo dell’anno.

L’andamento della disponibilità idrica di Occhito negli ultimi mesi

L’estate 2025 si era chiusa con una crisi idrica per l’invaso di Occhito. Al 26 settembre 2025 erano presenti appena 49 milioni e 980mila metri cubi d’acqua.

In realtà la crisi iniziò già dalla fine del 2024, con sporadiche riprese nel 2025 ma non sufficienti ad impedire alle istituzioni di prendere i dovuti provvedimenti necessari.

Dal 20 ottobre 2025 nuove riduzioni di pressione interessarono l’intera rete per risparmiare acqua e guadagnare tempo.

Il Presidente della regione Puglia, Michele Emiliano, con proprio decreto n.545 del 29 ottobre 2025 aveva dichiarato lo stato di emergenza regionale per rischio da deficit idrico su tutto il territorio regionale, per una durata di 12 mesi.

La scarsa piovosità del periodo, l’inadeguatezza e il cattivo stato di manutenzione della rete idrica periferica, legato al largo consumo di acqua per gli usi civili, agricoli e industriali, ha portato all’adozione di provvedimenti straordinarie ed all’attuazione dei piani di emergenza.

Verso la fine di ottobre 2025 la Giunta regionale aveva adottato il “Piano di emergenza per il superamento della crisi idrica 2025-2026 nel comparto potabile”, condiviso con Acquedotto Pugliese.

Al 31 ottobre 2025, l’invaso di Occhito segnava una disponibilità idrica di 42.593.620 med un livello idrico di bacino pari a 175,65 m s.l.m..

La situazione rimase “criticamente stabile” anche ad inizio anno 2026. Di fatti al 5 gennaio 2026 la disponibilità misurata era di 46.843.160 m3. Successivamente le precipitazioni, confluite nel fiume Fortore, hanno innalzato la disponibilità prima a 56.384.580 m3 il 23 gennaio, poi a 64.723.300 m3 a fine gennaio (178,35 m s.l.m.)

Nel mese di febbraio il livello aumenta progressivamente raggiungendo i 66.727.800 (2 febbraio), 73.703.460 (11 febbraio), 86.018.520 (20 febbraio) fino a 91.329.960 del 27 febbraio (181,36 m s.l.m.)

Nel mese di marzo la disponibilità continuava con un aumento progressivo, salendo a 92.707.000 il 9 marzo, 99.198.760 il 20 marzo. I dati del 25 marzo mostra la diga che supera finalmente i 100.000.000, misurando 102.051.200 m3 con un livello di 182,45 m s.l.m..

Il mese di marzo si concluderà con le seguenti rilevazioni (volume + livello idrico):

  • 25 marzo: 102.051.200 m 
  • 26 marzo: 102.346.280 m3
  • 27 marzo: 102.444.640 m3
  • 30 marzo: 105.690.520 m3 – 182,82 m s.l.m.
  • 31 marzo: 107.165.920 m3 – 182,97 m s.l.m.

Il 1° aprile un’intensa ondata di maltempo colpisce l’Abruzzo, il Molise e la Puglia sversando notevoli quantitativi di piogge con apporti elevati in poche ore. 

In Molise ha preoccupato l’accumulo di acqua nella diga del Liscione, facendo scattare la pre-allerta con apertura degli scarichi aumentato prima a 60, poi 120 e infine a 525 metri cubi al secondo.

In Puglia i disagi maggiori si registrano sul Sub-Appennino Dauno con le seguenti rilevazioni pluviometriche:

  • Accadia: 65 mm di pioggia in 6 ore;
  • Albero, Biccari e Volturino: 61 mm in 12 ore;
  • Roseto Valfortore: 63 mm in 12 ore;
  • Volturara Appula, Motta Montecorvino, San Marco la Catola: 91 mm in 24 ore.

Nelle rilevazioni del 1° aprile il quantitativo di disponibilità idrica, al momento della misurazione, risultava di 131.143.400 m3 (185,40 m s.l.m.) con un aumento rapido nel corso della giornata. Diversi canali secondari affluenti al Fortore hanno mostrato livelli critici, esondando in alcune zone. Nello stesso giorno del 2025 avevamo quasi 67.000.000 m3 utili, ben 64 milioni di metri cubi in meno.

Nel corso delle successive 24 ore il livello è aumentato di circa 45 milioni, portando la diga ad una disponibilità di 176.460.920, con un livello di 189,92 m s.l.m..

La misurazione del 3 aprile riportava 210.154.040 (+34 milioni di m3 rispetto al giorno precedente). Il livello idrico del bacino era salito a 192,34 m s.l.m., vicino alla quota Q1.

I Piani di emergenza della diga prevedono, per il periodo 1-10 aprile, l’apertura preventiva delle paratoie per lo scarico di acqua alle quote s.l.m. di

  • Q1=192,6 
  • Q2=193,0
  • Q3=194,0

L’ultima rilevazione di oggi, 7 aprile 2026, mostra una disponibilità idrica di 223.366.680 m3 ed un livello di bacino pari a 193,28 m s.l.m..

Nota positiva rimane che la quantità attualmente disponibile scongiura definitivamente una crisi idrica per la prossima estate, avendo dunque una scorta d’acqua sufficiente a soddisfare il fabbisogno per gli usi civili, agricoli e industriali. 

Di seguito un grafico che mostra l’andamento della disponibilità idrica del bacino di Occhito sul Fortore, da gennaio 2026 ad oggi, 7 aprile 2026 (metri cubi, m3).

Di seguito un grafico che mostra l’andamento del livello di invaso della diga di Occhito sul Fortore, da gennaio 2026 ad oggi, 7 aprile 2026 (m s.l.m.)

Fonte dati:

  • Consorzio per la Bonifica della Capitanata
  • Prefettura di Foggia
  • Regione Puglia