Puglia, dichiarazione dello stato di emergenza regionale per rischio da deficit idrico.

Stiamo vivendo la più grave crisi climatica dall’inizio del millennio: precipitazioni scarse sulle fonti extraregionali che la dissetano, temperature oltre la media e poca acqua a disposizione per tutti noi.

Le sorgenti offrono oggi il 28% in meno di acqua rispetto alla media decennale, mentre gli invasi registrano un calo del 61%. A incidere ulteriormente sono i prelievi condivisi con Campania e Basilicata per usi agricoli e industriali, oltre a quelli potabili.

C’è sempre meno acqua a disposizione dei cittadini. E l’Autorità di bacino dell’Appennino meridionale ha portato la severità idrica al livello massimo per il servizio potabile in Puglia.

È una crisi lunga e profonda, iniziata nel 2024 e destinata a protrarsi fino al 2026, oltre il consueto ciclo biennale. Le misure adottate — innovazioni sul sistema e riduzioni di pressione attive da ottobre 2024 — finora ne hanno attenuato gli effetti, ma le previsioni restano critiche: se le condizioni non cambieranno, l’acqua basterà solo fino a gennaio 2026.

Dal 20 ottobre 2025 nuove riduzioni di pressione interessano l’intera rete per risparmiare acqua e guadagnare tempo.

Il Presidente della regione Puglia, Michele Emiliano, con proprio decreto n.545 del 29 ottobre 2025 ha dichiarato lo stato di emergenza regionale per rischio da deficit idrico su tutto il territorio regionale, per una durata di 12 mesi.

La scarsa piovosità del periodo, l’inadeguatezza e il cattivo stato di manutenzione della rete idrica periferica, legato al largo consumo di acqua per gli usi civili, agricoli e industriali, ha portato all’adozione di provvedimenti straordinarie ed all’attuazione dei piani di emergenza.

Nei giorni scorsi la Giunta regionale ha adottato il “Piano di emergenza per il superamento della crisi idrica 2025-2026 nel comparto potabile”, condiviso con Acquedotto Pugliese.

La attuale situazione di disponibilità presso sorgenti e invasi a servizio del sistema gestito da Acquedotto Pugliese SpA, complessivamente al di sotto del 50% della media degli ultimi 10 anni e non rappresenta garanzia di soddisfacimento del fabbisogno potabile del territorio pugliese nei prossimi mesi, definendosi quindi una condizione emergenziale conclamata.

Tale situazione è confermata dagli esiti dell’ultima seduta dell’Osservatorio Permanente sugli Utilizzi Idrici (OPUI) del Distretto Idrografico dell’Appennino Meridionale, tenutasi in data 23 settembre 2025, in cui per il comparto potabile dell’intero territorio della Puglia, il livello di severità idrica è stato dichiarato “elevato”.

In risposta a tale scenario, a partire da ottobre, Acquedotto Pugliese SpA ha avviato l’adozione di ulteriori misure di contenimento delle pressioni di rete, volte a compensare la progressiva riduzione delle fonti di approvvigionamento.

L’intento del provvedimento è pertanto quello di adottare il “Piano di emergenza per il superamento della crisi idrica 2025-2026 nel comparto potabile” quale fotografia della attuale situazione di deficit idrico e conseguente linea guida per affrontare la corrente condizione emergenziale conclamata, tramite ulteriori interventi sia di natura strutturale che non strutturale.

Le disposizioni regionali che conseguono, deliberate con il presente provvedimento, sanciscono la correlazione tra la suddetta condizione emergenziale ed un concreto rischio da deficit idrico, riconoscendo che ricorrono le condizioni per la dichiarazione, dello stato di crisi regionale, in ragione dei significativi rischi per il comparto potabile del territorio pugliese.

Al 31 ottobre la disponibilità idrica dell’invaso di Occhito, su una capacità totale massima di 333 milioni di m2, di cui solo 250 milioni utilizzabili, è di 42.593.620 di m2. La situazione degli altri invasi utili alla Puglia è ugualmente critica.

Situazione invasi aggiornata al 31 ottobre 2025:

DPGR n.545 del 29 ottobre 2025

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