Antibiotico-resistenza, la nuova minaccia per la nostra salute

 

Fonte articolo: GeoPop (leggi qui)
A cura di: Riccardo De Marco


Nei prossimi anni gli antibiotici potrebbero non funzionare più. Alcuni antibiotici potrebbero essere letteralmente inutili e purtroppo si stimano circa 10 milioni di morti all’anno entro il 2050. Questo perché alcuni batteri presenti in natura sono già resistenti e stanno diventando sempre più resistenti agli antibiotici. Di conseguenza le infezioni batteriche, come le polmoniti, le tonsilliti o le cistiti potrebbero diventare sempre più difficili da curare.

È quindi fondamentale affrontare adesso la questione dell’antibiotico resistenza che attualmente è considerata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità una grave minaccia per il mondo intero. Oggi quindi vediamo cos’è l’antibiotico resistenza dal punto di vista scientifico, da cosa è causata e cosa possiamo fare noi oggi per limitare i danni in futuro. Perché sì, ci sono delle cose che possiamo fare e delle cose che non dobbiamo fare.

Antibiotico-resistenza
1. Cosa sono e come funzionano gli antibiotici
2. Quando usare e non usare gli antibiotici
3. Cos’è l’antibiotico resistenza
4. Cosa possiamo fare e cosa si sta facendo


Cosa sono e come funzionano gli antibiotici

Per comprendere bene che cos’è il fenomeno dell’antibiotico resistenza, partiamo dal capire cos’è un antibiotico. Tutti conosciamo la parola “antibiotico”: la associamo subito a una medicina. Non tutti sanno però a cosa servono realmente, cosa sono e perché vengono prescritti. Non sapere la risposta è infatti uno dei problemi che ha portato all’antibiotico resistenza. Per alcuni potrà sembrare banale, però per tanti altri invece non lo è.

Una sostanza si chiama antibiotico se riesce a combattere i batteri, non i virus o altri microorganismi: impedendo la loro crescita o uccidendoli proprio. I batteri invece cosa sono? Sono dei minuscoli esseri viventi presenti un po’ ovunque: sulla nostra pelle, nel nostro intestino, in bocca… ovunque. Esistono sia i batteri “buoni”, ma anche quelli “cattivi”, ovvero quei batteri che possono infettarci e causare malattie.

C’è da dire che gli antibiotici spesso non sono selettivi: uccidono sia i batteri buoni che quelli cattivi. Infatti, dopo o durante una cura con antibiotici vengono prescritti anche dei fermenti lattici, cioè dei batteri che dobbiamo reintrodurre nel nostro corpo appunto perché l’antibiotico ha ucciso sia quelli cattivi che quelli buoni.

Quando usare e non usare gli antibiotici

Purtroppo gli antibiotici vengono spesso utilizzati a caso. A volte vengono utilizzati ad esempio se abbiamo il raffreddore, mal di gola o la tosse. Ecco, questa è una cosa assolutamente da non fare: naso chiuso, mal di gola e tosse infatti sono nella maggior parte dei casi sintomi da infezioni da virus; abbiamo detto però che gli antibiotici servono solo contro i batteri, non contro i virus.

Come dice anche l’istituto superiore di sanità, infatti:

Gli antibiotici sono medicinali efficaci esclusivamente nel contrastare le malattie causate da batteri. Non sono utili, invece, per curare infezioni virali, come ad esempio il raffreddore o l’influenza.

Quindi è importantissimo assumere gli antibiotici solo dopo aver consultato il proprio medico di fiducia e seguendo le sue indicazioni. Anche perché spesso i batteri buoni ci proteggono da quelli cattivi e se noi prendiamo antibiotici quando non serve, uccidiamo quelli buoni e  di conseguenza diventiamo più suscettibili a quelli cattivi.
C’è da dire una cosa però. Se il vostro medico vi prescrive un antibiotico e voi avete l’influenza o il raffreddore (cosa rarissima, ma purtroppo succede) facciamoglielo notare in modo gentile chiedendogli: “Scusi dottore, è proprio necessario l’antibiotico? Siamo sicuri sia un’infezione batterica?”. Questo perché purtroppo questo abuso passa anche dai medici. Sappiamo che la stragrande maggioranza dei medici è aggiornata e consapevole di questa cosa, ma fare una domanda in più non costa nulla.

Un’altra cosa importante da dire è non vanno usati antibiotici avanzati (eventualmente avanzati dall’ultima cura fatta) senza chiedere parere al proprio medico, anche se ci colpisce la stessa infezione batterica dell’ultima volta. Gli antibiotici non vanno assunti nemmeno in modo “preventivo”: atteniamoci sempre alle indicazioni del medico.

Cos’è l’antibiotico resistenza

Se la popolazione mondiale non utilizza correttamente gli antibiotici, abusandone o prendendoli a caso, quello che può succedere, e che sta succedendo già adesso, è che alcuni ceppi di batteri diventano resistenti a questi antibiotici. Si dice che “sviluppano naturalmente resistenza agli antibiotici” e non muoiono. Cosa comporta questo a livello pratico? Purtroppo nulla di buono, come ad esempio il ritardo nel trovare la cura efficace.

Addirittura alcuni batteri possono diventare resistenti a tutti gli antibiotici esistenti, e di conseguenza non esisterebbe una terapia efficace per le infezioni batteriche. Senza antibiotici efficaci potremmo tornare nel 1800, nell’era pre-antibiotico, quando non si potevano fare i trapianti di organi, la chemioterapia per il cancro, la terapia intensiva e tutte le altre procedure mediche.

Cosa possiamo fare e cosa si sta facendo

Cosa si sta facendo per contrastare l’antibiotico resistenza e cosa possiamo fare noi? Prima di tutto essere a conoscenza del problema è già un modo per cercare di limitare i danni in futuro: parliamone, condividete questo contenuto e cerchiamo di essere tutti più consapevoli e aggiornati sul tema.

Poi, oltre a seguire sempre le indicazioni dei medici sull’assunzione degli antibiotici, quello che possiamo fare in generale è evitare di diffondere i batteri. Se si limitano le infezioni, si limita anche l’uso inappropriato degli antibiotici. Quindi banalmente se abbiamo sintomi di un’ipotetica infezione, cerchiamo di proteggere gli altri anche con l’utilizzo di mascherine e cerchiamo di mantenere alta l’igiene delle mani.

A livello istituzionale invece 178 Paesi hanno sviluppato piani d’azione nazionali contro la resistenza antimicrobica. In Italia ad esempio, è stato approvato il Piano nazionale contrasto antibiotico-resistenza 2022-2025: tramite formazione, informazione, comunicazione, ricerca e cooperazione tra gli esperti nazionali e internazionali si vuole andare a fare prevenzione, ricerca nell’ambito della terapia e rafforzare la cooperazione nazionale. Infine, andare a regolamentare l’utilizzo degli antibiotici non solo a livello ospedaliero, ma anche negli allevamenti, dove spesso purtroppo se ne abusa.

 

Fonti:
FAQ Antibiotico-resistenza
Antibiotico-resistenza nel settore umano
Global Database for Tracking Antimicrobial Resistance (AMR)
L’impatto dell’antibiotico-resistenza in Europa e nel mondo

 

Fonte articolo: GeoPop (leggi qui)
A cura di: Riccardo De Marco

 

 

Vedi anche:

Piano Nazionale di Contrasto all’Antibiotico-Resistenza (PNCAR) 2022-2025

 

 

 

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