Fonte: Piano AIB 2018/2020 – Servizio Protezione Civile regione Puglia

 

La Regione Puglia ha cercato in questi ultimi anni di mettere in campo forze ordinarie e straordinarie per fronteggiare il rischio incendi boschivi. Tra le forze straordinarie, dal 2013 tramite la Sezione Protezione Civile, la Regione convenziona velivoli leggeri rappresentati da 2 Fire Boss (AT-802), che si sono resi fondamentali per le operazioni di spegnimento soprattutto su incendi in cui l’evoluzione delle fiamme rendevano inefficaci le operazioni di spegnimento da terra. Questo perché la velocità di propagazione di molti incendi è notevole e le fiamme, in molti casi, si propagano verso insediamenti abitativi. Inoltre, ci sono casi in cui le fiamme, una volta raggiunta la chioma sviluppano un’intensità di calore tale che i mezzi terrestri non sono più idonei a operare da soli.

Il più delle volte gli incendi diventano di grandi dimensioni per mancanza di pronto intervento delle squadre AIB da terra. Quindi, da questa riflessione si deduce che, i mezzi aerei più idonei da utilizzare siano quelli caratterizzati da un’elevata versatilità e che siano in grado di intervenire in tempi rapidi su focolai di incendio con livelli di intensità non ancora elevati. La scelta è ricaduta sui AT-802, soprattutto in considerazione di alcune caratteristiche tecniche riportate nella tabella 8.2 (maggiore velocità di trasferimento, maggiore durata nelle operazioni AIB e maggiore capacità di carico acqua).

Tabella 8.2

Nella tabella 8.2 va aggiunta che l’autonomia dei Canadair arriva fino a 4,5 ore con extrafuel.
Mentre il tempo per l’approvvigionamento degli elicotteri con benna è di 15 sec.

Da un punto di vista operativo, gli AT-802, oltre alla loro versatilità, economia di gestione e ridotta manutenzione, hanno la possibilità di operare in maniera strategica sull’incendio, effettuando l’intervento iniziate con acqua e ritardante e quelli successivi con acqua (prelevata a mare o su bacini) miscelata a bordo con prodotti estinguenti, che sganciato più volte sul fronte dell’incendio blocca l’avanzamento delle fiamme, costituendo una vera e propria fascia parafuoco. Inoltre, l’aereo è dotato di un sistema di sgancio computerizzato, con il quale il pilota può decidere l’estensione dell’area da coprire e la quantità di liquido da rilasciare in funzione della tipologia di vegetazione.

È bene tener presente inoltre che la distanza dell’approvvigionamento idrico (mare, bacino e/o vasca) deve risultare il più vicino possibile al luogo d’intervento. Si è potuto constatare infatti che, quando la distanza tra gli sganci supera;

  • 3/4 minuti per i velivoli leggeri ad ala rotante;
  • 7/8 minuti per l’AB412, S350, Fire Boss;
  • 10/15 minuti per un Canadair, CH47 o simili;
  • 15/20 minuti per S64F;

l’opera di spegnimento può risultare inefficiente se non addirittura vana.

Quindi, oltre alla tipologia del combustibile, orografia e condizioni climatiche, anche la formazione geografica della regione Puglia (800 km di costa) consente di avere una maggiore applicabilità da parte dei velivoli cosiddetti leggeri. Considerando questi dati come riferimento per un ottimale intervento è stato creato un buffer di 20-25 km (distanza ottimale per l’efficacia degli interventi con gli AT-802 nell’arco dei 10 minuti tra l’approvvigionamento idrico e lo sgancio) intorno alle aree di approvvigionamento idrico naturali presenti nel territorio pugliese (mare e bacini idrografici).

Il risultato sulla definizione delle aree maggiormente preformanti per questo tipo di velivoli è riportato in figura 8.2. Dalla lettura della mappa si evince che l’area in cui l’intervento potrebbe non essere efficace è dì 2.658 km2, circa il 14 % del totale. Le aree da considerare per migliorare l’intervento aereo sarebbero una porzione del Sub Appennino Dauno e una parte delle Murge pugliesi.

Per una migliore pianificazione, si potrebbe pensare di integrare il lavoro degli aerei ad ala fissa, con quelli ad ala mobile (elicotteri leggeri con benna) soprattutto sulle aree evidenziate con un reticolo rosso in figura 8.2.

 

Figura 8.2