Le 7 meraviglie del mondo antico

Le sette meraviglie del mondo sono le strutture e opere architettoniche artistiche e storiche che i Greci e i Romani ritennero i più belli e straordinari artifici dell’intera umanità. Vengono anche chiamate le sette meraviglie classiche oppure le sette meraviglie antiche per distinguerle dalle sette meraviglie moderne proposte in tempi più recenti.

Anche se erano stati compilati altri elenchi più antichi, la lista canonica deve risalire al III secolo a.C.; infatti, come termine post quem, comprende il Faro di Alessandria, costruito tra il 300 a.C. e il 280 a.C., mentre, come termine ante quem, comprende il Colosso di Rodi, crollato per un terremoto nel 226 a.C. Tutte costruite più di 2.000 anni fa, furono contemporaneamente visibili solo nel periodo fra il 280 a.C. e il 226 a.C., poiché successivamente andarono via via distrutte per cause diverse. Solo l’imponente Piramide di Cheope, la più antica di tutte, sopravvive ancora oggi. Esse erano situate in Egitto, Grecia, Asia minore e Mesopotamia. Tutte quante erano comprese nei territori conquistati da Alessandro Magno.

Il Faro di Alessandria fu l’ultima meraviglia a essere costruita mentre il Colosso di Rodi fu la prima ad andare distrutta, e considerate le date, tutte le sette meraviglie sarebbero esistite, tutte contemporaneamente, per circa 53 anni.

Le 7 meraviglie:

  • 🔺 La Piramide di Cheope
  • 🌴 I Giardini pensili di Babilonia
  • 🏛️ Il Tempio di Artemide
  • 🧔 La Statua di Zeus ad Olimpia
  • 🏛 Il Mausoleo di Alicarnasso
  • 🗿 Il Colosso di Rodi
  • ♜ Il Faro di Alessandria

Piramide di Cheope a Giza (Egitto)

La piramide di Cheope, nota anche come Grande Piramide di Giza, è la più antica e imponente delle tre piramidi principali presenti nella piana di Giza, in Egitto. Fu costruita come tomba per il faraone Khufu (Cheope) della IV dinastia, intorno al 2560 a.C. ed è l’unica delle sette meraviglie del mondo antico ancora visibile.

Originariamente misurava circa 146 metri di altezza, ma a causa dell’erosione ha perso quasi 10 metri. È stata la struttura più alta mai costruita dall’uomo fino al XIV secolo. Per la sua realizzazione furono impiegati circa 2,3 milioni di blocchi di pietra, con un peso medio di 2,5 tonnellate ciascuno.

La costruzione fu un’impresa colossale che durò decine di anni, richiedendo il lavoro di migliaia di operai, architetti e artigiani specializzati. Contrariamente alla credenza popolare, non furono schiavi a costruirla, ma per lo più lavoratori liberi. In origine era completamente ricoperta da uno strato di calcare bianco levigato che la rendeva luminosa e visibile a grande distanza. Questo rivestimento fu rimosso nel corso dei secoli.

 

Giardini Pensili di Babilonia (Antica Babilonia)

I Giardini Pensili di Babilonia sono una leggendaria opera di ingegneria e bellezza che, secondo i resoconti storici, fu costruita a Babilonia intorno al 600 a.C.. Nonostante la fama, la loro esistenza non è stata ancora provata con certezza e rimane oggetto di dibattito tra gli studiosi.

La tradizione narra che i giardini furono costruiti dal re babilonese Nabucodonosor II per sua moglie, la regina Amytis, una principessa di Media. La regina, abituata alle montagne lussureggianti del suo paese d’origine, soffriva la nostalgia per la monotona pianura mesopotamica. Per consolarla, il re avrebbe ordinato la costruzione di una serie di terrazze sopraelevate e sovrapposte, ornate da una vasta varietà di piante, alberi, arbusti e fiori, che davano l’impressione di una collina verdeggiante

Gli scrittori antichi descrissero i giardini come una meraviglia architettonica e idraulica. Per far arrivare l’acqua ai vari livelli della struttura, sarebbe stato ideato un ingegnoso sistema di irrigazione, forse basato su pompe a vite (la “coclea di Archimede”), che attingevano l’acqua dal fiume Eufrate.

Sebbene non vi siano prove archeologiche dirette, gli studiosi ipotizzano la presenza di un orto botanico con specie tipiche della regione e piante esotiche importate. Tra queste, le palme da dattero, fondamentali per l’alimentazione e l’ombra che offrivano, e i melograni, simbolo di fertilità e abbondanza. Anche alberi da frutto come il fico, essenziale per la dieta locale, e l’ulivo, prezioso per il suo olio, potrebbero aver adornato le terrazze dei giardini. Queste piante, insieme ad altre specie ornamentali e medicinali, contribuivano a creare un ambiente lussureggiante, mantenuto grazie a un complesso sistema idraulico.

Indipendentemente dalla loro effettiva esistenza, i Giardini Pensili di Babilonia sono un potente simbolo di ingegno, lusso e desiderio. Rappresentano la capacità di una civiltà di trasformare un ambiente arido in un’oasi di bellezza e di superare le sfide ingegneristiche per un obiettivo grandioso, sia esso per dimostrazione di potere o, come vuole la leggenda, per amore.

 

Tempio di Artemide ad Efeso (Turchia)

Il Tempio di Artemide ad Efeso, noto anche come Artemision, era uno dei santuari più maestosi del mondo antico. Situato nell’antica città di Efeso, nell’attuale Turchia, era dedicato alla dea greca della caccia, della fauna selvatica e della luna.

Costruito interamente in marmo e in stile ionico, il tempio era famoso per le sue dimensioni colossali. Costruito intorno al 550 a.C., presentava più di cento colonne ioniche finemente scolpite, alte quasi 18 metri. Il tempio era un importante centro di pellegrinaggio, attirando visitatori da tutto il mondo antico, che lo ammiravano per la sua magnificenza e il suo significato religioso.

Nel 356 a.C., fu dato alle fiamme da un uomo di nome Erostrato, il cui unico scopo era quello di passare alla storia. Si narra che l’incendio avvenne la stessa notte della nascita di Alessandro Magno.

 

Statua di Zeus ad Olimpia (Grecia)

La statua di Zeus a Olimpia era una maestosa scultura in oro e avorio (crisoelefantina) alta circa 13 metri, realizzata dallo scultore Fidia nel V secolo a.C. e collocata nel Tempio di Zeus a Olimpia. Sebbene oggi sia scomparsa, era famosa per la sua imponenza e per i dettagli preziosi, come la Nike d’oro e avorio che Zeus teneva nella mano destra e lo scettro con un’aquila d’oro nella sinistra. 

La statua era realizzata principalmente in oro e avorio, con pietre preziose, ebano e altri metalli nobili incastonati nello scettro e nel trono. L’altezza era di circa 13 metri, e si stima che toccasse quasi il soffitto del tempio. 

Nella mano destra, Zeus stringeva la statua della dea Vittoria (Nike).  
Nella mano sinistra teneva uno scettro sormontato da un’aquila, l’animale consacrato al dio. 

La statua rimase nel tempio per circa 800 anni, ma alla fine fu spostata a Costantinopoli (oggi Istanbul) per essere salvata dalla distruzione. Venne distrutta da un incendio nel 462 d.C..
Non esistono copie originali, ma la sua fama è tramandata dalle descrizioni di storici antichi e dalle monete romane che ne raffigurano l’immagine. 

 

Mausoleo di Alicarnasso (Bodrum, Turchia)

Il Mausoleo di Alicarnasso era una monumentale tomba costruita per Mausolo, satrapo (governatore) della Caria, nel IV secolo a.C.. Situato ad Alicarnasso, l’odierna Bodrum in Turchia, è considerato una delle sette meraviglie del mondo antico. Il termine “mausoleo” deriva proprio dal nome di Mausolo a causa della magnificenza e delle dimensioni di questa costruzione.

La struttura fondeva elementi di architettura greca, persiana e anatolica. Aveva una pianta rettangolare e una struttura divisa in tre parti, con un imponente basamento alto circa 22 metri, un colonnato centrale con 36 colonne ioniche, alto circa 12-13 metri ed una copertura a forma di piramide a gradoni, alta circa 7 metri.

Il mausoleo rimase intatto per circa 1700 anni, fino a quando non crollò a seguito di un violento terremoto, probabilmente nel XIII secolo.

 

Colosso di Rodi (Grecia)

Il Colosso di Rodi era una gigantesca statua in bronzo raffigurante il dio del sole Elio. Fu costruito sull’isola greca di Rodi dopo una vittoria militare.

La costruzione iniziò nel 292 a.C. per celebrare la vittoria dei Rodiesi su un assedio macedone. Furono impiegati dodici anni per completare la statua, utilizzando il ricavato della vendita delle attrezzature belliche abbandonate dal nemico.

Era una statua di circa 30 metri di altezza, con una struttura interna in ferro e ottone riempita di pietre e un rivestimento esterno di bronzo.

Nonostante la leggenda popolare la collochi all’imboccatura del porto con le gambe divaricate, gli studi archeologici suggeriscono che fosse posizionata su un promontorio o all’interno della città, in una posa più tradizionale.

Un potente terremoto nel 226 a.C. ne causò il crollo. Le sue rovine rimasero visibili per secoli, attirando numerosi visitatori. Nel 653 d.C., dopo la conquista araba dell’isola, i resti metallici furono venduti come rottame.

 

Faro di Alessandria (Egitto)

Il Faro di Alessandria era una torre alta circa 130 metri costruita sull’isola di Faro per guidare i naviganti nel porto di Alessandria d’Egitto. Costruito nel III secolo a.C. sotto la dinastia tolemaica, il suo sistema di specchi e fuoco era visibile a grande distanza, rendendolo un’opera di tecnologia avanzata per l’epoca. Fu distrutto nel XIV secolo da due terremoti e le sue rovine furono utilizzate per costruire il Forte di Qaitbay nel XV secolo. 

Di giorno, uno specchio rifletteva la luce del sole verso il mare; di notte, un fuoco alimentato a combustibile ardeva in cima alla torre, con la sua luce amplificata da specchi riflettenti. 

La torre era composta da tre sezioni: una base quadrata, una sezione ottagonale centrale con un balcone e una parte superiore cilindrica. 

Con un’altezza stimata tra 100 e 140 metri, fu per molto tempo l’edificio più alto del mondo dopo le piramidi. 

La sua costruzione iniziò nel 280 a.C. e fu completata circa 20 anni dopo. Rimase in funzione per quasi 1600 anni prima di essere danneggiato da un violento terremoto nel 1303 e, successivamente, nel 1323 da un altro forte terremoto che lo distrusse definitivamente.