La rubrica del volontario – I livelli di criticità della Protezione Civile

La rubrica del volontario – I livelli di criticità della Protezione Civile

Allerta1

Fonti:
www.protezionecivile.gov.it
www.protezionecivile.puglia.it

 

 

Il DPC (Dipartimento della Protezione Civile) definisce cosi il termine “Livelli di allerta”:
“Scala di allertamento del servizio nazionale della protezione civile in caso di evento atteso o in corso, che dispone l’attivazione della fase di prevenzione del rischio, e/o delle diverse fasi della gestione dell’emergenza.
La relazione tra i livelli di criticità valutati dal Centro Funzionale e i diversi livelli di allerta è stabilita, univocamente ed autonomamente, dalle Regioni, ed è adottata in apposite procedure.
La dichiarazione e l’adozione dei livelli di allertamento del sistema di protezione civile sono sempre e comunque nella responsabilità delle strutture locali competenti (comune, provincia e regione) come definite dall’art. 108 del D.lgs.112/98.”                                                                          

Livelli di Criticità

Si definisce scenario d’evento l’evoluzione nello spazio e nel tempo del solo evento prefigurato, atteso e/o in atto. A ciascuno scenario è associabile un livello di criticità assegnato in funzione dell’impatto che, in termini di danni e/o perdite,  l’evento è potenzialmente in grado di avere sulla popolazione e sui beni. Le criticità in fase previsionale sono articolate su tre livelli cui corrispondono predefiniti codici colore:

  1. ORDINARIA – CODICE GIALLO
  2. MODERATA – CODICE ARANCIONE
  3. ELEVATA – CODICE ROSSO

Il CFD (Centro Funzionale Decentrato) stabilisce i livelli di criticità di un evento sulla base dei seguenti elementi:

  • la previsione meteorologica su scala di Zona di vigilanza meteorologica, predisposta dal  DPC, recante una stima quantitativa e qualitativa dei cumulati di precipitazione e degli altri parametri meteorologici. I livelli di criticità da evento previsto si basano sul confronto tra i valori previsti dai modelli meteorologici e/o idrologici-idraulici e le relative soglie. Essi sono stabiliti a scala di Zona di allerta.
  • fenomeni in corso e valori aggiornati degli indicatori sullo stato di saturazione dei suoli e delle precipitazioni pregresse, nonché dai dati/informazioni pervenuti dal territorio attraverso l’attività dei presidi territoriali, ove attivati.

 

SISTEMA DI ALLERTAMENTO

In fase previsionale, ai livelli di criticità decretati dal CFD vengono fatti corrispondere dei livelli di allerta da parte del Servizio Protezione Civile. Le componenti territoriali del Sistema di protezione civile, ricevuto il Messaggio di allerta, si attivano secondo le azioni previste nei propri  Piani di emergenza.

 Modello di allertamento per rischio meteorologico (una sola fase):

 STATO DI ALLERTA
QUANDO SI ATTIVA
 PREALLERTA per Rischio Meteo
Si attiva quando il CFC (Centro Funzionale Centrale) emette un Avviso Meteo connesso a fenomeni tipo venti forti, mareggiate, neve e ghiaccio.

 

Modello di allertamento per rischio idrogeologico ed idraulico:

 STATO DI ALLERTA
QUANDO SI ATTIVA
 PREALLERTA Si attiva in caso di Bollettino di Criticità con o senza Avviso Meteo.
 ATTENZIONE Si attiva in caso di emissione dell’Avviso di criticità moderata, al manifestarsi di un evento con criticità ordinaria e/o all’aggravarsi della situazione nei punti critici dei bacini a carattere torrentizio monitorati a vista dai Presidi territoriali.
 PREALLARME si attiva in caso di Avviso di criticità elevata, al manifestarsi di un evento con criticità moderata e/o all’aggravarsi della situazione nei punti critici monitorati a vista dai Presidi territoriali.
 ALLARME si attiva al manifestarsi di un evento con criticità elevata e/o all’aggravarsi della situazione nei punti critici monitorati a vista dai Presidi territoriali.

 

Scopo dell’allertamento è quello di informare gli Enti e le Strutture operative che compongono il Sistema di Protezione Civile Regionale, nelle diverse fasi del manifestarsi di eventi avversi o calamitosi, rispetto a potenziali situazioni di rischio o di dissesto di varia entità, ai fini dell’attivazione delle diverse fasi dei Piani provinciali e comunali di emergenza.

A seguito della dichiarazione di uno stato di criticità almeno ordinaria su almeno una Zona di allerta, o dell’emissione di un Avviso di criticità regionale da parte del CFD, il Dirigente del Servizio Protezione Civile  prende atto della valutazione – adottando, se del caso, eventuali Avvisi di criticità regionali – e predispone la redazione e l’emissione di un Messaggio di allerta.

DOCUMENTI PREVISIONALI

Il CFD si avvale delle previsioni meteorologiche nazionali e regionali emesse quotidianamente dal DPC, presso il quale è costituito un apposito Gruppo Tecnico.

Sulla base dei prodotti previsionali emessi dal CFC, il Centro funzionale decentrato procede alla valutazione dei diversi effetti al suolo, al fine della elaborazione e diffusione quotidiana di Bollettini di criticità e, se del caso, di Avvisi di criticità regionali relativi al rischio idrogeologico ed idraulico. In caso di presenza di criticità ordinaria, moderata o elevata, segue l’emissione di un Messaggio di allerta.

Previsione

PREVISIONE EFFETTI AL SUOLO

La fase di previsione è articolata in tre funzioni:

  1. assimilazione dei dati osservati ed elaborazione della previsione circa la natura e l’intensità degli eventi attesi;
  2. previsione degli effetti al suolo che la manifestazione dei fenomeni meteorologici attesi può determinare su ciascuna Zona di allerta in cui è suddiviso il territorio regionale;
  3. valutazione del livello di criticità complessivamente atteso in ciascuna Zona di allerta, ottenuta anche attraverso il confronto tra le previsioni meteorologiche elaborate dal DPC ed i valori delle soglie adottate.

Il CFD quotidianamente acquisisce i documenti previsionali elaborati dall’Area Meteo del DPC (nelle more della costituzione di un’autonoma Area Meteo), stima i possibili effetti al suolo, anche alla luce della situazione idrologica pregressa e di eventuali riscontri acquisiti dal territorio e valuta il grado di criticità su zone di allerta regionali in funzione del raggiungimento o superamento di soglie articolate su tre livelli oltre ad un livello di criticità assente (codice verde):

In fase previsionale, ai livelli di criticità decretati dal CFD vengono fatti corrispondere dei livelli di allerta da parte del Servizio Protezione Civile. Le componenti territoriali del Sistema di protezione civile, ricevuto il Messaggio di allerta, si attivano secondo le azioni previste nei propri Piani di emergenza comunali o intercomunali ed, eventualmente, nei piani di emergenza provinciali.Il Centro Funzionale Decentrato si avvale di dieci unità operative che garantiscono quotidianamente,festivi compresi, il presidio H12 della struttura di monitoraggio e lo svolgimento delle attività connesse alla valutazione della criticità. Il personale, mediante servizio di reperibilità, si attiva H24 ogni volta che viene emesso un Avviso di criticità regionale o nel caso in cui, all’emissione di un Avviso Meteo da parte del DPC, il CFD valuti l’opportunità di seguire l’evoluzione dell’evento meteo proseguendo l’attività di monitoraggio per l’intero periodo di validità dell’Avviso.

Criticità Ordinaria

È determinata da scenari idro-geologici occasionali e localizzati.

Il rischio associato a tali fenomeni è fronteggiabile dai singoli Enti e Amministrazioni competenti con mezzi e risorse ordinari.

Tali scenari sono generalmente innescati da:

  • precipitazioni localizzate e intense (temporali)
  • precipitazioni  diffuse e poco intense, anche persistenti

I temporali, caratterizzati da una rapida evoluzione temporale (dell’ordine della mezz’ora o anche meno) e da una limitata estensione spaziale (dell’ordine del Km2), risultano scarsamente prevedibili, sia in termini di intensità che in termini di localizzazione e tempistica. E’ possibile prevedere le situazioni potenzialmente favorevoli all’innesco e circoscrivere l’area geografica e la fascia oraria in cui è maggiore la probabilità che si verifichino. I fenomeni temporaleschi possono avere degli effetti altamente impattanti sul territorio, fino a causare l’incidentale perdita di vite umane.

Criticità Moderata

È determinata da eventi meteo-idrologici diffusi, intensi e/o persistenti, in grado di causare fenomeni di dissesto di entità tale che la condizione di rischio associata richiede l’intervento coordinato di più enti o amministrazioni competenti.

Criticità Elevata

È determinata da eventi meteo-idrologici diffusi, molto intensi e persistenti che possono originare fenomeni di dissesto di gravità ed estensione tali da comportare situazioni di rischio che devono essere fronteggiate con mezzi e poteri straordinari.

BOLLETTINI DI CRITICITA’ E AVVISI DI CRITICITA’

Bollettini:

Il Centro Funzionale Decentrato emette quotidianamente, entro le 14:00, il Bollettino di criticità regionale nel quale, per ciascuna Zona di Allerta, è riportata la valutazione  dei livelli di criticità idrogeologica e idraulica attesi per la giornata in corso e le successive 24 ore.

Avvisi:

Il Centro Funzionale Decentrato (CFD) emette un Avviso di criticità regionale se dalle valutazioni tecniche viene stimato un livello di criticità moderata su una o più zone di allerta. Il CFD stabilisce l’opportunità di emissione dell’Avviso di Criticità regionale sulla base dei seguenti elementi:

  1. piogge previste;
  2. condizioni pregresse di saturazione dei suoli;
  3. piogge in atto, come misurate dalla rete di monitoraggio pluviometrico in telemisura;
  4. confronti  tra piogge, previste o misurate, e relative soglie pluviometriche;
  5. valutazioni in merito ad eventuali condizioni di criticità sul territorio regionale comunicate da parte dei soggetti del sistema di Protezione Civile.

L’avviso di criticità riporta l’inizio e la fine del periodo di validità e il livello di criticità valutato per ciascuna zona di allerta interessata.