Un violento terremoto di magnitudo 7,7 ha colpito nella notte tra il 14 e il 15 agosto 2026 l’area di Flores, nell’Indonesia orientale. L’evento si è verificato alle 04:58 ora locale del 15 agosto, corrispondenti alle 21:58 UTC del 14 agosto, con epicentro in mare, circa 30 km a nord-est di Mbay, nel Nagekeo, nella provincia di Nusa Tenggara Orientale. Il BMKG ha stimato una profondità di circa 15 km e ha attribuito il sisma a un movimento di tipo thrust fault associato al sistema tettonico del Flores Back-Arc Thrust.
La forte scossa ha provocato almeno 47 vittime e numerosi feriti, mentre le operazioni di ricerca e soccorso sono proseguite nelle aree maggiormente colpite. Il bilancio è considerato ancora provvisorio, poiché alcune località risultano difficili da raggiungere.
I danni più consistenti sono stati registrati sull’isola di Flores, in particolare nelle aree di Sikka, Manggarai, East Manggarai e Nagekeo. Secondo i primi dati della protezione civile indonesiana, almeno 157 abitazioni sono state gravemente danneggiate, altre 41 hanno riportato danni di media entità e 148 danni lievi.
Sono stati inoltre segnalati danni a 87 scuole, 18 strutture sanitarie, cinque luoghi di culto e sei edifici amministrativi, oltre ad altre infrastrutture pubbliche. Circa 2.000 persone sono state costrette ad abbandonare temporaneamente le proprie abitazioni.
A Maumere, uno dei principali centri dell’area, il crollo di strutture portuali ha richiesto l’intervento delle squadre di soccorso, mentre in altre località sono state segnalate persone rimaste intrappolate sotto le macerie.
La situazione è stata aggravata dalle frane provocate dal terremoto che hanno interrotto diverse strade, in particolare alcuni tratti della Trans-Flores Highway, principale arteria stradale dell’isola.
Le interruzioni della viabilità e i problemi alle comunicazioni hanno rallentato il raggiungimento delle località più vicine all’epicentro. Alcuni villaggi remoti sono rimasti temporaneamente isolati e, secondo le autorità, in alcune zone la disponibilità di mezzi pesanti per la rimozione delle macerie è risultata insufficiente.
Le autorità indonesiane hanno quindi mobilitato squadre di ricerca e soccorso, personale sanitario e mezzi per il trasporto di persone e materiali. Sono stati predisposti anche elicotteri e un’unità navale per raggiungere le aree difficilmente accessibili via terra.
Considerata la posizione dell’epicentro in mare e la natura del movimento della faglia, il BMKG ha emesso un’allerta tsunami per diverse aree dell’Indonesia orientale.
L’allerta è stata successivamente revocata, ma il terremoto ha effettivamente prodotto piccole onde di tsunami in alcune località costiere. A Riung, nella reggenza di Ngada, è stata registrata un’onda di circa 1,61 metri, mentre a Maurole, nella reggenza di Ende, è stata osservata un’onda di circa 0,94 metri. L’allerta tsunami è stata terminata alle 07:30 ora locale, circa due ore e mezza dopo il terremoto.
La sequenza sismica è proseguita nelle ore successive con numerose repliche. Il BMKG ha registrato 235 eventi di aftershock entro le ore 14:00 del 15 agosto, con magnitudo comprese tra 2,5 e 6,2.
Al momento delle informazioni disponibili, non risulta un massiccio dispiegamento di squadre internazionali di ricerca e soccorso in Indonesia.
Non risultano al momento comunicazioni relative all’attivazione del Meccanismo unionale di protezione civile dell’Unione europea.
