Fonte: Garganodascoprire (pagina Facebook)
Crediti foto e dati: in fondo all’articolo
Se visitate Wikipedia e cercate termini come “carsismo” o “dolina carsica”, vi imbatterete in qualcosa di familiare. Nella prima immagine che troverete, si erge maestosa la regina delle doline garganiche: Dolina Pozzatina.
Dal punto di vista geomorfologico, Pozzatina si presenta come un vasto e suggestivo anfiteatro naturale, di forma ellittica, con pareti rocciose e frastagliate sul versante nord-occidentale e declivi più dolci e meno accentuati a sud-est.
Negli ultimi anni, una nuova campagna di misurazioni condotta dallo Speleo Team Montenero di San Marco in Lamis ha ridefinito le dimensioni di questa dolina, portando alla luce importanti scoperte archeologiche.
Ma è vero che Pozzatina potrebbe risultare essere addirittura la dolina più grande del mondo?
Quali straordinarie scoperte archeologiche sono emerse?
Seguiteci in questo appassionante viaggio di scoperta.
In passato, la forma della dolina ha spesso ingannato gli osservatori: per alcuni, sembrava la bocca di un antico vulcano; per altri, un cratere d’impatto meteoritico.
Non si possono trascurare le numerose leggende locali che avvolsero questo luogo in un’aura di fascino e mistero, rendendolo ancora più intrigante per chiunque vi si avvicinasse. Una di queste narra che le sue origini siano attribuibili a un folletto, il cosiddetto “Scazzamurreddë”, che abitava le foreste del Gargano e ingannava gli abitanti, spingendoli a scavare buche enormi in cerca di tesori inesistenti.
Un’altra leggenda racconta di una battaglia tra l’arcangelo Michele e il diavolo, suggerendo che l’enorme dolina si sia formata quando San Michele scagliò il suo nemico al suolo, con una forza inimmaginabile, rigettandolo negli inferi.
Oggi, sappiamo che Pozzatina è il risultato di una morfologia tipica delle rocce calcaree che affiorano sulla superficie del promontorio garganico, formatesi attraverso processi geologici iniziati circa 160 milioni di anni fa. Queste rocce, interagendo con l’acqua, danno origine al fenomeno del carsismo.
Il termine “carsismo” deriva dalla regione del Carso, al confine tra Italia e Slovenia, e indica paesaggi caratterizzati da rocce calcaree o gessose, facilmente solubili in acqua.
Alcune aree del promontorio, in particolare tra San Nicandro Garganico, Apricena, San Marco in Lamis e San Giovanni Rotondo, sono particolarmente interessate da questo fenomeno. Qui si trovano gran parte delle 4000 doline carsiche della “montagna sacra”. Pozzatina, estesa per 4/5 nel comune di San Nicandro Garganico e 1/5 in quello di Apricena, è la più imponente e spettacolare.
Ma le doline possono essere di diverse tipologie.
Pozzatina è una cosiddetta “dolina da crollo”, una depressione causata dallo sprofondamento di cavità sotterranee. Questo vuol dire che un tempo, al posto di Pozzatina, vi era probabilmente un sistema di grotte, la cui parte sommitale era molto prossima alla superficie. A causa di agenti esterni, gli strati calcarei superficiali, si sono via via degradati fino a incontrare la volta delle cavità, causando così una serie di crolli. Questo tipo di doline è per lo più circolare o di forma ellittica.
Il fondo della dolina è quasi perfettamente piano, spesso coltivato a grano, e circondato da una rigogliosa copertura di felci, che si estende verso il versante meridionale, dove la mancanza di umidità è accentuata dall’esposizione al sole. Al centro della conca si erge un pozzo perenne, che probabilmente attinge acqua dalla falda freatica sottostante. In periodi di pioggia intensa, è possibile osservare un ristagno d’acqua che forma un laghetto di circa venti metri di diametro.
Le dimensioni di Pozzatina sono impressionanti.
Secondo le misurazioni dello Speleo Team Montenero del settembre 2020, la dolina è profonda 132 metri (32 metri in più rispetto alle misure precedenti), con un perimetro superiore di 1.836 metri e un perimetro inferiore di 522 metri. L’asse maggiore misura circa 670 metri, rendendo Pozzatina la più grande dolina carsica da crollo in Europa.
Tuttavia, per essere considerata la più grande del mondo, la comunità scientifica deve valutare vari parametri. Attualmente, la dolina Xiaozhai Tiankeng in Cina è la più profonda (662 metri), ma la sua classificazione geomorfologica potrebbe differire.

Le dimensioni di una dolina, infatti, non si basano solamente sulla profondità. Inoltre, c’è da dire che parte della comunità scientifica identificherebbe in Xiaozhai Tiankeng un tipo di formazione geomorfologicamente diverso dalla dolina propriamente detta.
Ci vorranno probabilmente anni per chiarire questa questione ma, nel frattempo, le nuove misurazioni hanno elevato l’attenzione su Pozzatina.
Viene da pensare che una morfologia così spettacolare abbia da sempre affascinato l’uomo che frequentava questi luoghi, interpretandola come una manifestazione del sacro, una vera e propria epifania.
Ora, ne abbiamo prove tangibili.
Durante la campagna di misurazioni, lo Speleo Team Montenero ha scoperto elementi di grande interesse. Abbiamo spesso discusso del megalitismo sul Gargano e delle recenti scoperte.
Nella dolina è emerso un monolite imponente, probabilmente utilizzato come segnacolo.
Inoltre, sono stati rinvenuti utensili in selce risalenti al periodo musteriano, una coppella incavata nella roccia e un’incisione triangolare molto particolare, che secondo il Prof. Armando Gravina potrebbe essere legata a ritualità preistoriche legate all’acqua e alla fertilità.
E se tutto questo non bastasse, in una delle tre grotte presenti nella dolina, sono state trovate pitture parietali in ocra rossa.
Come sottolinea Gianpiero Villani, Presidente dello Speleo Team Montenero: “La Dolina Pozzatina è non solo uno scrigno di biodiversità, ma anche un tesoro di ritrovamenti eccezionali”.
Non possiamo che concordare.
Fotografie: G. BARRELLA, A. BRONDA, A. GRANA e G. VILLANI.
Si ringrazia vivamente Gianpiero VILLANI, l’Arch. Antonio PALMA e in generale lo Speleo Team Montenero, per averci fornito le foto e le immagini riguardanti i rilievi e gli straordinari ritrovamenti archeologici.
Fonti:
- “LE DOLINE DI CROLLO DA CAVITÀ PREESISTENTI NEL CARSO TRIESTINO”, F. Forti (Atti del VI Congresso Nazionale di Speleologia).
- Catasto delle Grotte della Puglia (Federazione Speleologica Pugliese).
- “LARGE COLLAPSE DOLINES IN PUGLIA (SOUTHERN ITALY): THE CASES OF ‘DOLINA POZZATINA’ IN THE GARGANO PLATEAU AND OF ‘PULI’ IN THE MURGE”, B. Castiglioni e U. Sauro (Università degli Studi di Padova).
- “Grotte del Gargano”, C. Fusilli (Edizioni del Parco).
- “SINTESI DELLE CONOSCENZE GEOLOGICHE E STRATIGRAFICHE DEL PROMONTORIO DEL GARGANO”, M. Morsilli (Geologi e Territorio).










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