Articolo di: Alessandro Conti
Dietro ogni intervento sugli incendi boschivi c’è un sistema organizzato: sala regionale, centri provinciali, direzione sul campo, analisi del fuoco, logistica e squadre specializzate.
Quando in Toscana si sviluppa un incendio boschivo, la scena più visibile è quella delle squadre in tuta arancione, dei mezzi AIB sulle strade forestali, delle manichette stese tra la vegetazione e degli elicotteri impegnati nei lanci d’acqua. Ma quello che si vede dal ciglio di una strada o da un crinale è solo la parte finale di un’organizzazione molto più ampia.
Dietro ogni intervento dell’AIB Toscana — Antincendi Boschivi — c’è una catena di comando definita, fatta di sale operative, ruoli tecnici, comunicazioni radio, procedure, valutazioni meteo, analisi del comportamento del fuoco e decisioni da prendere in tempi rapidi. È questa struttura che permette di trasformare un’emergenza potenzialmente caotica in un intervento coordinato.
Il sistema regionale parte dalla SOUP, la Sala Operativa Unificata Permanente della Regione Toscana; passa attraverso i COP AIB, i Centri Operativi Provinciali; arriva sul luogo dell’incendio con il DO AIB, il Direttore delle Operazioni Antincendi Boschivi; e, negli scenari più complessi, si organizza attraverso il PCA, il Posto di Coordinamento AIB.
Dentro questa architettura operano anche figure identificate, nel linguaggio radio e operativo, da suffissi numerici: 01, 02, 03, 04 e 05. Non sono sigle casuali. Indicano funzioni: chi dirige, chi assiste la direzione, chi organizza la logistica, chi coordina gruppi di squadre e chi analizza il comportamento potenziale dell’incendio.
Capire queste sigle significa capire un punto essenziale: un incendio boschivo non si spegne soltanto con acqua, pale, soffiatori, mezzi terrestri ed elicotteri. Si spegne con metodo.
La SOUP: la regia regionale degli Antincendi Boschivi
Il primo snodo del sistema è la SOUP, la Sala Operativa Unificata Permanente.
È la struttura regionale che garantisce il coordinamento della lotta attiva agli incendi boschivi in Toscana. La Regione Toscana indica la SOUP, i Centri Operativi provinciali e i Direttori delle Operazioni Antincendi Boschivi come i riferimenti del coordinamento della lotta attiva; la SOUP opera 24 ore su 24 per tutto l’anno e mantiene il raccordo con i livelli territoriali.
La SOUP non è un semplice centralino. È il punto in cui arrivano segnalazioni, richieste di intervento, aggiornamenti dal territorio e informazioni sulle risorse disponibili. Da qui vengono coordinati gli interventi a livello regionale, mantenuti i collegamenti con i COP AIB e gestite le situazioni che richiedono una visione superiore al singolo evento locale. Il cittadino può segnalare un incendio boschivo al numero verde regionale 800 425 425, oltre che attraverso i numeri di emergenza. La stessa Regione Toscana indica questo numero come riferimento per la segnalazione degli incendi boschivi alla SOUP.
Presso la SOUP opera anche una figura tecnica fondamentale ma meno visibile: l’Analista di sala. Il suo compito è supportare l’Analista di campo e il DO AIB fornendo informazioni sulle condizioni meteo, sull’evoluzione prevista del vento, sull’umidità, sulla temperatura e sul possibile sviluppo dell’incendio. È una funzione essenziale perché il fuoco non viene letto soltanto dove brucia, ma anche in base a dove potrebbe arrivare.
Il Piano Antincendi Boschivi AIB 2023-2025 è stato approvato con delibera di Giunta regionale 187 del 27 febbraio 2023, modificato con decreto 8013 del 18 aprile 2025 e prorogato fino al 31 dicembre 2026 con delibera 1702 del 15 dicembre 2025.
I COP AIB: il livello provinciale della risposta
Tra la SOUP e il luogo dell’incendio operano i COP AIB, i Centri Operativi Provinciali Antincendi Boschivi. Sono articolazioni operative che, nei periodi di apertura, seguono la gestione degli eventi nel rispettivo ambito territoriale, mantenendo il raccordo con la sala regionale. La Regione Toscana indica la presenza di sette COP AIB all’interno dell’organizzazione regionale.
La distinzione è importante. La SOUP mantiene la visione regionale, il coordinamento complessivo e il raccordo con le altre strutture. I COP AIB seguono il livello provinciale e la gestione degli eventi quando sono operativi. Sul campo, invece, la direzione tecnica dell’intervento spetta al DO AIB. È qui che la catena passa dalla sala operativa al fronte del fuoco.
Lo 01: il Direttore delle Operazioni AIB
Il suffisso 01 identifica il DO AIB, il Direttore delle Operazioni Antincendi Boschivi. È la figura centrale dell’intervento sul posto. Quando assume la direzione delle operazioni, diventa il riferimento tecnico-operativo dello scenario. La Regione Toscana definisce il DO AIB come la figura che sul posto dirige e coordina le attività di spegnimento e bonifica degli incendi boschivi, in particolare quando sono coinvolte almeno due squadre, due gruppi o mezzi aerei, mantenendo i rapporti con la sala operativa competente, COP o SOUP. Il DO AIB legge l’incendio. Valuta vento, pendenza, vegetazione, accessi, presenza di abitazioni, infrastrutture, linee elettriche e persone esposte al rischio. In base a questi elementi definisce il piano d’attacco, assegna le risorse, stabilisce le priorità, valuta la necessità di rinforzi e mantiene il collegamento con la sala operativa. Lo 01 non è semplicemente “chi comanda”. È la figura che trasforma una situazione instabile in uno schema d’azione. In un incendio che parte da un oliveto abbandonato e risale verso un bosco di pini, il DO può decidere di concentrare una squadra lungo una pista forestale, inviarne un’altra a protezione di abitazioni isolate e richiedere un mezzo aereo per contenere la testa dell’incendio prima che superi un crinale. La sua funzione è tecnica, organizzativa e anche umana: deve comunicare con chiarezza, evitare esposizioni inutili al rischio, mantenere una visione complessiva e aggiornare costantemente la sala operativa.
Lo 01 è la regia dell’intervento sul campo.
Lo 02: l’Assistente DO AIB
Il suffisso 02 identifica l’Assistente DO AIB.
È una figura qualificata che affianca il Direttore delle Operazioni negli scenari più impegnativi. Non è un aiutante generico, ma un supporto tecnico-operativo alla direzione. Quando l’incendio cresce, il DO AIB non può essere ovunque. Deve parlare con la sala operativa, seguire i mezzi aerei, coordinare le squadre, valutare l’evoluzione del fronte, gestire le priorità e mantenere una visione complessiva. L’Assistente DO serve a evitare che la direzione venga sommersa dai dettagli. Può seguire un settore dell’incendio, raccogliere informazioni dal terreno, verificare che le disposizioni siano comprese dalle squadre, riferire cambiamenti del vento o del comportamento del fuoco e supportare il DO nelle valutazioni operative.
Se un incendio presenta due fronti distinti, uno verso un’area boscata e uno verso campi incolti vicini a un’abitazione, il DO può mantenere la direzione generale mentre l’Assistente DO segue il fronte secondario, aggiorna lo 01 e segnala criticità. Gli 02 possono essere anche più di uno, con compiti specifici assegnati dal DO: gestione di un settore, raccordo con mezzi nazionali, supporto ai mezzi aerei o altre funzioni operative. Lo 02 è il braccio tecnico della direzione.
Lo 03: il Logista AIB
Il suffisso 03 identifica il Logista AIB.
Se il DO definisce la strategia, il Logista fa in modo che quella strategia possa reggere nel tempo. È la figura che cura la parte materiale e organizzativa dell’intervento: rifornimenti idrici, accessi, comunicazioni radio, avvicendamento delle squadre, aree di concentramento, flussi di entrata e uscita dei mezzi e supporto al PCA.
Negli incendi lunghi o complessi, la logistica non è un dettaglio. Una squadra senza acqua, senza carburante, senza indicazioni sugli accessi o senza cambio dopo ore di lavoro diventa meno efficace e più esposta al rischio. La Regione Toscana collega espressamente il Logista AIB a funzioni come l’organizzazione dei rifornimenti idrici, l’avvicendamento delle squadre e il supporto al DO nei contatti radio-telefonici. In un incendio collinare con accessi difficili, il Logista può individuare un’area sicura per il concentramento dei mezzi, verificare quali strade siano percorribili, organizzare il rifornimento idrico e mantenere ordinato il movimento delle squadre. Anche gli 03 possono essere più di uno, con incarichi specifici.
Lo 03 è ciò che impedisce all’intervento di diventare improvvisazione.
Il PCA: dove il coordinamento prende forma sul posto
Il PCA è il Posto di Coordinamento AIB.
La denominazione è importante. Nel linguaggio comune può capitare di sentire parlare di “posto di comando avanzato”, ma nel contesto AIB toscano la formula corretta è Posto di Coordinamento AIB.
Il PCA viene istituito quando il DO AIB ha bisogno di un punto stabile da cui organizzare l’intervento, aggiornare il piano d’attacco, raccogliere informazioni, gestire le funzioni di supporto e mantenere il raccordo con le altre strutture presenti, come Vigili del Fuoco, Protezione Civile, enti locali e altre componenti operative.
Non è una postazione simbolica. È il luogo in cui le informazioni vengono raccolte, ordinate e trasformate in decisioni operative. Il PCA deve essere collocato in un’area sicura, accessibile, raggiungibile dai mezzi, dotata di copertura radio-telefonica e adatta allo stazionamento delle risorse. Al suo interno possono operare il DO AIB, gli Assistenti DO, il Logista, l’Analista di campo e le altre figure coinvolte nel coordinamento.
Qui la catena diventa visibile:
- 01 dirige.
- 02 assiste la direzione.
- 03 organizza logistica e supporto al PCA.
- 04 coordina gruppi di squadre sul terreno.
- 05 analizza il comportamento dell’incendio e il suo potenziale sviluppo.
Il PCA è la cerniera tra la sala operativa e il fronte del fuoco.
Lo 04: il Responsabile di Gruppo AIB
Il suffisso 04 identifica il Responsabile di Gruppo AIB. È la figura che coordina più squadre sul campo. Sta tra il DO AIB e gli operatori impegnati direttamente sull’incendio. Traduce le indicazioni della direzione in azioni ordinate, verifica che le squadre lavorino in sicurezza, mantiene il collegamento con il livello superiore e comunica l’avanzamento delle operazioni.
Se il DO decide di fermare il fianco destro dell’incendio lungo una pista forestale, il Responsabile di Gruppo riceve l’obiettivo, coordina le squadre assegnate, distribuisce i tratti di competenza, controlla il posizionamento dei mezzi e segnala eventuali criticità.
È una figura di comando intermedio, fondamentale quando sullo scenario non opera una sola squadra, ma un sistema articolato di uomini, mezzi e settori.
Lo 04 è il coordinatore di prossimità: vicino alle squadre, ma collegato alla direzione.
Lo 05: l’Analista di campo
Il suffisso 05 identifica l’Analista di campo.
È una delle figure più importanti negli incendi complessi, perché aiuta il DO AIB a non guardare soltanto il fuoco com’è, ma il fuoco come potrebbe diventare.
L’Analista di campo affianca il DO sul terreno e presso il PCA. Il suo compito è leggere l’incendio, definirne il perimetro, individuare i fronti attivi, riconoscere i punti critici e indicare le possibili evoluzioni in base a pendenza, vegetazione, vento, esposizione dei versanti e continuità del combustibile. Deve individuare anche i punti sensibili, come abitazioni, infrastrutture, linee elettriche, viabilità, aree frequentate o beni da proteggere. Allo stesso tempo segnala le opportunità operative: strade, cambi di vegetazione, discontinuità naturali, variazioni di pendenza, finestre meteo favorevoli o cambi di vento che possono essere sfruttati con una manovra adeguata.
Il suo lavoro non riguarda solo l’immediato contorno dell’incendio. L’Analista deve ragionare sul potenziale di sviluppo: dove il fuoco può arrivare, in quanto tempo, con quale intensità e con quali conseguenze.
Per questo il suo contributo è decisivo nella definizione delle priorità. Può suggerire al DO di presidiare un crinale prima che venga raggiunto dal fronte, di proteggere un gruppo di abitazioni, di sfruttare una strada come linea di contenimento o di preparare una manovra con squadre specializzate.
Lo 05 è lo sguardo anticipato dell’intervento.
Le squadre GAUF: usare il fuoco contro il fuoco
Accanto alle squadre AIB ordinarie possono operare le squadre GAUF, specializzate nell’uso tecnico del fuoco.
Sono composte da un DO GAUF e da due addetti torcia. La loro funzione è delicata: utilizzare il fuoco come strumento di lotta attiva, sempre in accordo con il DO AIB e dentro una strategia definita.
Le squadre GAUF possono intervenire con manovre di controfuoco finalizzate a trattare zone critiche che saranno raggiunte dall’incendio. Possono inoltre eseguire chiusure operative per mettere in sicurezza porzioni di perimetro e condurle verso una linea di sicurezza.
È una tecnica che richiede competenza, valutazione del vento, conoscenza del combustibile e tempi di esecuzione precisi. Usare il fuoco contro il fuoco non significa improvvisare accensioni, ma applicare una procedura tecnica in un quadro di comando chiaro. Per questo le squadre GAUF operano solo in coordinamento con la direzione dell’intervento.
Una catena di funzioni, non una gerarchia astratta
La distinzione tra SOUP, COP AIB, DO AIB, PCA, Analisti, Logista, Responsabili di Gruppo e squadre GAUF non serve a moltiplicare sigle. Serve a dare ordine a un intervento che può cambiare in pochi minuti. Il vento può girare. Una strada può diventare impraticabile. Un fronte secondario può ripartire. Una squadra può restare senza acqua. Un’abitazione può trovarsi improvvisamente minacciata. Una finestra utile per una manovra può durare pochi minuti. In quei momenti sapere chi decide, chi assiste, chi analizza, chi organizza e chi coordina non è burocrazia. È sicurezza. La catena può essere letta così: SOUP: mantiene la regia regionale, riceve segnalazioni, coordina risorse e raccordi operativi. Analista di sala: supporta SOUP, Analista di campo e DO con informazioni meteo e scenari evolutivi. COP AIB: gestisce il livello provinciale quando operativo. DO AIB 01: dirige tecnicamente l’intervento sul campo. Assistente DO 02: supporta la direzione e può seguire settori o funzioni specifiche. Logista 03: organizza rifornimenti, accessi, comunicazioni, avvicendamenti e supporto al PCA. Responsabile di Gruppo 04: coordina più squadre sul terreno. Analista di campo 05: legge il comportamento dell’incendio e suggerisce priorità, criticità e opportunità. PCA: stabilizza il coordinamento sul posto negli eventi complessi. Squadre GAUF: intervengono con tecniche specialistiche di uso del fuoco, in accordo con il DO.
Questa non è una gerarchia astratta. È una distribuzione di responsabilità operative.
Il valore del personale formato e del volontariato qualificato
Dentro l’organizzazione AIB Toscana convivono personale regionale, enti competenti, operai forestali, Comuni, Unioni di Comuni, Parchi, Vigili del Fuoco, volontariato AIB e squadre specialistiche. Il punto decisivo non è soltanto da quale ente provenga una persona. Conta quale funzione è abilitata a svolgere in quel momento e quale responsabilità assume.
È una delle caratteristiche più rilevanti del sistema toscano degli Antincendi Boschivi: mettere insieme competenze diverse dentro una struttura leggibile, nella quale il volontariato non è manodopera generica e il personale dipendente non è soltanto apparato amministrativo. Ogni figura trova posto in una catena comune, con compiti riconoscibili e responsabilità definite.
Quando un cittadino vede passare un mezzo AIB, spesso non distingue questi ruoli. Eppure, sul terreno, quella distinzione può fare la differenza tra un intervento ordinato e uno confuso, tra una bonifica efficace e una ripartenza del fuoco, tra un rischio controllato e un pericolo inutile. Perché spegnere un incendio boschivo non significa soltanto arrivare prima delle fiamme.
Significa sapere chi deve fare cosa, nel momento esatto in cui serve.
