Locuzioni latine

Latino lingua viva. First World Latin Day | Sapienza Università di Roma

Ius est ars boni et aequi
Il diritto è l’arte di ciò che è giusto ed equo.
(Celso)

 

 

 

Dura lex, sed lex

La legge è dura, ma è la legge” è un invito a rispettare la legge anche nei casi in cui sia più rigida e rigorosa.



Fiat iustitia et pereat mundus

Sia fatta giustizia e perisca pure il mondo” era il motto di Ferdinando I d’Asburgo. Hegel la corresse in “Fiat iustitia ne pereat mundus”, vale a dire “Sia fatta giustizia affinché non perisca il mondo”. 



Ex aequo et bono, in quantum aequius melius

Secondo ciò che è giusto ed equo, in quanto è meglio che sia più giusto“, che riferito alla sentenza di un giudice o arbitratore vuol dire secondo equità, ovverosia che l’organo giudicante ha la possibilità di disapplicare le norme esistenti e decidere in base alla sua coscienza.



Ubi lex voluit dixit, ubi noluit tacuit

Dove la legge ha voluto ha detto, dove non ha voluto ha taciuto” è evocato a proposito dell’interpretazione della legge: se, infatti, in un disposto normativo non è stata prevista una fattispecie o non è stato analizzato un determinato aspetto, si deve presupporre che il legislatore non lo abbia voluto normare (difetto di norma) e che pertanto non si debba procedere a interpretazioni estensive.

Il brocardo richiama l’interprete ad attenersi al testo della norma, ossia a non dedurre conseguenze dal silenzio.



In dubio pro reo

“Nel dubbio, [giudica] in favore dell’imputato”. Questa frase indica che quando non v’è certezza di colpevolezza è meglio che il giudice accetti il rischio di assolvere un colpevole piuttosto che quello di condannare un innocente.
Massima giuridica che esprime il principio per cui l’interesse alla tutela dell’innocente prevale sull’interesse alla condanna del colpevole (oppure reo)


Iuxta petita

Nel limite di quanto richiesto“. Il giudice deve pronunciarsi su tutta la domanda, ma non oltre i limiti di essa (principio di corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato).


A communi observantia non est recedendum

“Non ci si deve allontanare dall’opinione comune”. È una norma di comportamento fondata sul principio che, in caso di dubbio, ci si deve attenere nei giudizi e nelle azioni ai pareri e agli usi condivisi dal sensus communis (senso comune), senza discostarsene troppo (“non est recedendum”, non bisogna allontanarsi).


Summum ius summa iniuria

il sommo diritto è somma ingiustizia“, oppure “il massimo del diritto è il massimo dell’ingiustizia“.
La locuzione indica che un’applicazione rigorosa e acritica del diritto – che non tenga conto delle circostanze a cui le norme devono essere applicate nel singolo caso e delle finalità a cui esse dovrebbero tendere – ne uccide lo spirito e può facilmente portare a commettere ingiustizie o addirittura costituire strumento per perpetrare l’ingiustizia.


Legis virtus haec est: imperare, vetare, permittere, punire

La virtù della legge è questa: comandare, proibire, permettere, punire